Il pendolo di Foucault

La lettura del romanzo di Umberto EcoIl pendolo di Foucault” offre molti insegnamenti, alcuni dei quali si possono ricavare dall’ideazione della trama e dei suoi intrecci.

Il ricorso all’esposizione, la ricerca necessaria per renderla credibile agli occhi del lettore e la forma sono presenti non come una lezione erudita e noiosa bensì come parte integrante dell’azione. A dispetto della sua fama di libro oscuro e complicato, Il pendolo di Foucault di Umberto Eco ha una trama abbastanza precisa: tre intellettuali del sottobosco editoriale milanese si trovano fra le mani un manoscritto di origine templare. L’interpretazione del documento induce i protagonisti a rileggere l’intera storia alla stregua di un complotto ordito allo scopo di impadronirsi della più preziosa fonte di energia, ossia le correnti telluriche. Più che altro è un gioco intellettuale, senonché nell’ombra trama una setta della quale fanno parte tutti i personaggi che hanno avuto occasione di venire a contatto con i tre. Si tratta di un gruppo di esaltati che mette a repentaglio la vita del protagonista narratore, quando questi crede di identificare il punto focale delle correnti telluriche nel pendolo di Foucault esposto al Conservatorio delle Arti e dei Mestieri di Parigi.

Nelle ultime pagine si adombra il sospetto che il documento templare sia soltanto un’antica lista della spesa, un guizzo grandioso di ironia contro i dietrologi che vedono trame oscure dovunque, come conferma l’autore stesso in un’intervista.

Nelle cinquecento pagine del romanzo anche il lettore più colto e attento al problema di seguire le file della trama che , oltre a narrare le vicende dei protagonisti si sviluppa a ritroso nei secoli svelando retroscena inconcepibili dalla storia  Eco non fa mistero che questo è il nocciolo del piano. Dalla scoperta delle correnti telluriche deriva un potenziale pericoloso di esaltazione per chi vede le scienze occulte come mezzi per realizzare impossibili sogni di potere.

Ora che ai lettori è chiaro cosa c’è sotto si crea la tensione per la posta in gioco, si capisce l’accanimento che ha pervaso tutti coloro che in un modo o nell’altro hanno intuito il segreto templare nel corso dei secoli e nel corso del romanzo si avverte netta l’ombra della setta che incombe sui tre protagonisti .

E’ stato osservato che la biblioteca esoterica di Eco, utilizzata per documentarsi nella stesura del romanzo, riempiva tre stanze della sua casa milanese e  cio’ si comprende dalla lettura si può dire di ogni pagina del romanzo. Non si tratta di ostentazione, Eco ci tiene a far sapere che per irridere tutti i fautori di piani misteriosi bisogna giocare sullo stesso terreno. Inoltre l’abbondanza di riferimenti mantiene il carattere eclettico enciclopedico della vicenda.

Fonte: Scrivere, Rizzoli editore.

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